Ha ragione la mamma quando mi dice, guardando dentro dallo stipite della porta della mia stanza, Non ti viene mai voglia di liberare un po' qui? E mi suggerisce di svuotare e sistemare il mobiletto blu d'ingresso, la scaffaliera ad otto scaffali che mi accompagna dai tempi d'infanzia. Guadagnerei spazio, dice. Proviamoci.
Cose musicali: il grosso raccoglitore a due anelli blu, disfatto ai bordi e agli angoli, con le fotocopie degli spartiti di Powerslave e Somewhere in time, le edizioni ottime; gli spartiti, originali, di A real dead one: inutili, mai usati; fotocopie di spartiti, graffate in sottili fascicoletti monocanzone: Disciples of hell e Demon driver di Malmsteen, Tears in the rain di Satriani, Get the funk out degli Extreme; similari fascicoletti, due lezioni tratte da riviste for guitar players only: tecniche di ritmica funky, lo stile dei Megadeth; un fascicolo della serie Classical masters for rock guitarists, un movimento - il Presto - di una sonata di Bach, originally per violino solo. Il mio magico foglio riassuntivo dei gradi dei modi delle scale maggiore, minore armonica, minore melodica, gypsy e ungherese. // La stampa, da un file di testo, della Discovery of Guiana di Sir Walter Raleigh. // J.N. Adams, The latin sexual vocabulary, fotocopie: tutto il libro. // Fotocopie dei primi due capitoli di Environment, power and society, di H.T. Odum; per me, francamente incomprensibile. // Dentro a una cartellina rossa, ennesime stampe del mio blog; le butto, tanto non sono le definitive [le avessi stampate solo-fronte, almeno] // A proposito di solo-fronte. I miei appunti dello studio della Commedia dantesca, riassunti e schemi dietro a stampe e fotocopie di tutti i tipi, senza rispetto per il supporto cartaceo, né per la sacralità dell'argomento studiato: addirittura, ho preso appunti dietro alla richiesta d'utilizzo dei laboratori informatico e cartografico e fotointerpretativo del Dipartimento. //
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