giovedì, settembre 14, 2006

XXXIX: i Maestri

Albert tolse gli strumenti dalla scatola di sigari. Li dispose sul tavolo a qualche centimetro di distanza l'uno dall'altro. Il pettine nero, corto e gommato, assottigliato a un'estremità per le basette. Il pettine di tartaruga con il manico e tre denti mancanti, chiamato pettine a rastrello. Il bellissimo paio di forbici, di fattura italiana, in possesso della famiglia da generazioni, una di quelle cose che saltano fuori tra effetti personali dei deceduti e si vedono all'improvviso con occhi nuovi, un utile tesoro, con impugnature di filigrana e uno sperone attaccato a uno degli occhielli, un prolungamento ricurvo per sorreggere il dito medio. Si infila l'indice nell'occhiello e si appoggia il medio all'appendice modellata a questo scopo. Che altro? Il pennello da barba, non necessario. Le forbicine da naso, che provveda da sé al suo naso. La tosatrice elettrica, pesante e nera, Elk Grove, Illinois, la lama ancora un po' inciuffolata dei capelli di Eddie tagliati sei settimane prima. Che altro? Tubetto di olio lubrificante per forbici. Spazzola del five-and-dime, dalle setole morbide.
Don DeLillo, Underworld

martedì, settembre 12, 2006

XXXVIII: liberando il comodino, una parentesi (2)

Quindi sposto cartame, cd, libri. Spariscono accompagnamenti alla mia biblioteca di oreficeria, buste imbottite, ricevute, cose del genere. Lo scatolotto di Amazon che conteneva la biblioteca ora è pieno di cd, in attesta d'esser censiti. Questi sono i libri che ho tolto dal ripiano che andrà ad ospitare la mia biblioteca di oreficeria.

  1. Arlt R. - I lanciafiamme - Bompiani
  2. Arlt R. - I sette pazzi - Bompiani
  3. D'annunzio G. - Tutto il teatro, vol 1 - Newton
  4. Grimm fratelli - Tutte le fiabe - Newton
  5. D'annunzio G. - Il fuoco - Newton
  6. Afanas'ev - Fiabe popolari russe - Newton
  7. Gatto Trocchi C. - I tarocchi - Newton 100 pagine
  8. Verga G. - Mastro-don Gesualdo - Newton
  9. Zola E. - Germinal - Folio
  10. Durrenmatt F. - La visita della vecchia signora - Einaudi teatro
  11. Coleridge S.T. - La ballata del vecchio marinaio - BUR
  12. Foucault M. - L'archeologia del sapere - BUR
  13. Scarpa T. - Corpo - Einaudi
  14. Eco U. - Il nome della rosa - Superpocket
  15. Balzac H. - La fanciulla dagli occhi d'oro - Newton 100 pagine
  16. Thackeray W.M. - The Paris sketch book - Konemann
  17. Andric I. - Il ponte sulla Drina
  18. I ching - il libro dei mutamenti - Adelphi
  19. Malaparte C. - Mamma marcia - Leonardo
  20. Voltaire - Candido - Oscar Mondadori
  21. Calvino I. - Gli amori difficili - Oscar Mondadori
  22. D'Urso V. - Otello e la mela - NIS
  23. De Quincey T. - The confessions of an english opium eater - Everyman
  24. Thackeray W.M. - Vanity fair - Penguin
  25. Seneca - La brevità della vita - BUR
  26. Abelardo - Storia delle mie disgrazie - Newton 100 pagine
  27. Faure - Histoire de l'art - l'art médiévale - Livre de poche
  28. Faure - Histoire de l'art - L'art renaissant - Livre de poche
  29. Napoleone - Aforismi, massime e pensieri - Newton 100 pagine
  30. Andric I. - Racconti di Bosnia - Newton
  31. Pirandello L. - Novelle per un anno - Newton mammut
  32. Pirandello L. - Maschere nude - Newton mammut
  33. Crnjanski M. - Migrazioni II - Adelphi

Dove i Faure sono stati comprati, su consiglio di Henry Miller in persona, al mercatino enorme dei libri usati del quartiere Alesia, a Parigi; dove Vanity fair e le Confessioni di un mangiatore d'oppio sono stati comprati alla Shakespeare di Londra; dove Germinal è stato comprato a Parigi, pescato da una bancarella di libri a prezzo ridicolo, lontanissimo dal cuore della città, dov'ero sbucato una mattina convinto d'essere in un posto, sbagliando. Dove Gli amori difficili e Voltaire m'avevano accompagnato in Africa - inutilmente - e sulla prima pagina degli Amori A. ci aveva appiccicato un preservativo, accompagnato dalla dedica 'Tento all'aiz! Dove dentro Mastro-don Gesualdo c'è un oggetto - una busta marroncina, ocra - importantissimo, strano.

lunedì, settembre 11, 2006

XXXVII: liberando il comodino, una parentesi (1)

Perchè, nell'opera di riordino, è diventato necessario - un po' per estetica, anche - liberare uno spazio, sul quale accogliere la mia biblioteca di oreficeria; perchè sì - non ve lo avevo mai detto? - io ho una biblioteca di oreficeria, in costante divenire; non sto a spiegarvi il perchè - ci sarà un blog deputato a questo, ad un certo punto - comunque, questa era La Mia Biblioteca di Oreficeria, prima dei due mesi di Altopiano; e i libri stavano in uno scatolotto di Amazon, sul pavimento, oppure sparsi in giro, o dentro zaini.
  1. McCreight T. - The complete metalsmith - Davis Publications
  2. McCreight T. - Pratical casting - a studio reference - Davis Publications
  3. Weygers A.G. - The modern blacksmith - Van Nostrand Reinhold
  4. Weygers A.G. - The making of tools - Van Nostrand Reinhold
  5. Ferguson I. - Mokumé gane - Krause
  6. Sugimori E. - Japanese patinas - Brynmorgen Press
  7. Vitiello L. - Oreficeria moderna, tecnica - pratica - Hoepli
  8. Finegold R., Seitz W. - Silversmithing - Krause
  9. Seppa H. - Form emphasis for metalsmiths - Kent State university Press
  10. Fuller J., Sr. - Art of coppersmithing - a pratical treatise on working sheet copper into all forms - Astragal
  11. Maryon, H. - Metalwork & enamelling - Dover
  12. Cellini B. - Vita - BUR classici nuova serie
  13. Cellini B. - Dell'oreficeria - fotocopie da Opere Complete UTET
  14. Fisch A.M. - Textile techniques in metal - Lark Books

domenica, settembre 10, 2006

XXXVI: liberando il comodino eccetera, (4)

Oggetti.
Una tavoletta di legno, centimetri venti per venti circa, uno virgola otto di spessore. // Un rullino da trentasei pose, non usato, ma che deve aver subito diversi processi termici di degenerazione. // Un kazoo; non il mio fido kazoo di latta ottonata, bensì un kazoo di plastica: dopo la mia festa di laurea, mediamente brilli e piuttosto allegri, decidemmo d'andare a continuare a far casino a Venezia; strada facendo, comprai quattro kazoo di plastica - questo è giallo - e ogni tanto, a Venezia, ci si fermava, e si dava vita al Kazoos Jazz Quartet, suonando standard jazz: quattro diversi, contemporaneamente. // Una penna che non scrive, sponsorizzata dagli artigiani dell'alto vicentino, e un mozzicone di matita. // Un rotolo di fogli a3, stampe in accesso degli a3 della mia tesi; uno di questi - la Più Bella Carta mai prodotta della valle del Sourou, Burkina Faso - uno di questi è uscito dal rotolo, e sta sopra alle pile di libri, di fronte al mobiletto blu. // Oggetti non più in uso: la mia vecchia macchina fotografica, una sveglia con la cornice del quadrante in simil-argento; una torcia elettrica da applicare in fronte: usata in Africa, solamente in Africa, aveva un piccolo difetto di progettazione: per premere il pulsante di accensione, le dita con le quali tenevi la torcia andavano a liberare il coperchio del vano batterie, e le batterie sgusciavano fuori, nel bujo in cui ti ritrovavi immerso. // In una borsetta di plastica, cinque batterie stilo non ricaricabili, e un biglietto dell'autobus. // Le iniziali del mio nome e del nome della mia ragazza, ritagliate nel legno, spruzzate di vernice blu-azzurra, con un tondino magnetico dietro. Per anni, attaccato al mio rack, questo oggetto ha attirato la curiosità dei miei allievi di chitarra. // Libri:
  1. Cendrars B. - L'or - Denoel
  2. Catullo - I canti - BUR
  3. Verga G. - I Malavoglia - Oscar Mondadori
  4. Karr A. - Aforismi sulle donne, sull'uomo e sull'amore - Newton 100 pagine
  5. Marziale - I cento epigrammi proibiti - Newton 100 pagine
  6. Zola E. - Il sogno - Rusconi
  7. Bioy Casares A. - Diario della guerra al maiale - Bompiani
  8. Alighieri D. - Divina commedia - Newton 100 pagine
  9. Sinesio - Elogio della calvizie - BIT
  10. Gide A. - I sotterranei del Vaticano - Newton
  11. Malaparte C. - Kaputt - Garzanti

In più, un libro non mio - un testo in francese sulla rivolta universitaria di Dakar del 1968 - e tre volumi che non so se ammettere nella mia biblioteca: una brutta edizione del Principe di Machiavelli, una guida pratica all'HTML, una raccolta di scritti du Lenin, ohimè edizioni Lottacomunista.

sabato, settembre 09, 2006

XXXV: liberando il comodino eccetera, (3)

Ancora carte; questa volta, molto più intriganti.
Stampe dal mio blog: una raccolta di brani di tematica montana/escursionistica. Comprensive anche d'un dolcissimo post sull'inverno del duemilaetre/duemilaquattro. // Un'altra stampa dal mio blog: un post intitolato Fenomenologia del relatore parte 2, l'angosciante storia del mio relatore che in Africa si becca la malaria, mentre noi non ce ne rendiamo conto e lo deridiamo in continuazione per gli eventi diarroici che vive; il foglio ha subito danni estesi, un angolo è strappato, e ci sono macchie d'inchiostro di stampante e uno sbaffo nero che, per forma e intensità, sembra un tratto di calligrafia shodo. // Un altro post - una stampa intermedia, in fase di scrittura; per la prima volta, prende forma su carta il concetto di essere incastrati in Dire degli Strapping Young Lad. Sul retro, foto storiche di L., comune montano. // Tanti ricordi. Due pagine di stampe del mio blog, di quelle usate a Pordenonelegge: nel più barsport dei barsport di Pordenone, mentre fuori letteralmente veniva giù il diluvio universale, io e i miei due editor si segnava, con riquadri di matita e pallini di pastello verde, i post che avrei potuto leggere; due giorni prima della performance, questo. Sul retro di uno di questi fogli, in un angolo, c'è trascritto un sms di M., mia editor e molto di più, che dice: non saprei, chè quando l'ho letto dormivo. Ma mi ricordo di aver sorriso: erano cose belle. [faccina che sorride] Buona giornata a te e grazie del pensiero. // La stampa di una carta tematica/geomorfologica della tesi di un'amica, chè le avevo dato una mano, disinteressatamente. // Un foglio a3 d'appunti diversi: una mappa, di mia mano, co' punti di riferimento d'un rilievo topografico; appunti d'una sessione di prospezioni geofisiche con magnetometro a pompaggio ottico [sic.]; note di grafica e impaginazione. // Un'adulterazione della pubblicità della libreria in cui ho lavorato, per mano di C., mio ex collega: col solo ausilio di forbici, colla e fotocopiatrice, il Ci guadagni dello slogan è sostituito da un subliminale Ci perdi, dello stesso lettering. // Sempre M., la Persona Importante del messaggio trascritto sopra; biglietto d'auguri di natale - della ditta del padre - con foto innevate, di lei poesia, e dedica, chè tutto resti uguale cambiando a più non posso e vedendoci sempre insieme. contro tutto e per tutto. // Tracce di A., carissimo amico perduto; un casalingo biglietto d'auguri, l'invito al pranzo del suo matrimonio. Dove andai, improvvisando, dopo la cerimonia, nonostante fosse gradita conferma, ed io figuriamoci, se m'ero degnato di confermare.

giovedì, settembre 07, 2006

XXXIV: liberando il comodino [ne vedrete delle belle], (2)

Un sacco di carte.
Tre scontrini: un paio di ricevute di acquisti fatti col bancomat; lo scontrino per un pezzo di mezzano, quattro euro e cinquantasei (però!). // Una ricevuta di ristorante, self-service. Su carta in apparenza simile, un questionario sulla mia qualità della vita, con tanto di glicemia e pressione rilevate, a cui mi sono sottoposto per ischerzo, assieme al mio compagno di sbronze, ad una celebre fiera del terzo settore, allo stand della croce rossa. // Una busta, vuota e malstampata. // Cose diverse: prestito bibliotecario di due raccolte di lettere di Gadda; manuale accompagnatorio della chiavetta usb da 256 mega: una specie di fisarmonica lunghissima, e multilingue: in bustrofedìa, quasi; materiale di una carta prepagata e ricaricabile del Secondo Operatore: ti dicono No qua agli scavi Primo Operatore non va, ti conviene prenderti una scheda di Secondo Operatore, poi tu arrivi ed è il contrario, perchè hanno messo un'antenna o qualcosa del genere, e tutti a dirti Ma l'hanno scorso davvero. Cartolina pubblicitaria della rivista della Fanucci Editore; cartolina pubblicitaria del film Il meraviglioso mondo di Amelie, quella con lo gnomo viaggiatore davanti al Cremlino; orari e modi d'uso della biblioteca di lettere; pubblicità e programmi: un piccolo festival della letteratura, un cinema di padova, una serie di incontri etilico-villerecci in giro per la provincia, una mostra di scultura lignea, una mostra di fotografia - una targa di marmo della mia città, cui sono molto legato, dice E' vietato di lordare sotto pena di multa o di arresto; gli appuntamenti di tre intieri altopiani per il luglio duemilaquattro; gli appuntamenti d'una intera vallata dell'alto vicentino per l'estate duemilaquattro (credo). // Gli orari delle corriere di Vicenza, anno duemilaquattro. // Un segnalibro, omaggio di una libreria. // Una carta magnetica per fotocopiatrice, chissà di che dipartimento. // Una ricevuta di Amazon: io che ricevo Cryptonomicon, di Neal Stephenson. // Quattro fancobolli indiani, su una strisciolina di busta ritagliata: due Gandhi, e due testoni di bambino che guardano, con quello che sembra terrore, una gocciolona che sta per piovergli addosso. // Biglietti ferroviari chilometrici, biglietti dell'autobus: tutto obliterato, tutto in grande copia. Un biglietto della metro di Roma. Quindici biglietti ferroviari, e una stampa d'orari e coincidenze sullo stesso formato cartaceo: io che vado agli scavi alto-mantovani, io che vado ad Arezzowave, a Venezia, a Vicenza, a Bologna e a Firenze; due temibili biglietti, datati gennaio novantanove, che chissà come sono finiti qui, all'Esterno, e incarnano il mio pendolare d'amour verso la Toscana. // Schede telefoniche, tre, di piccolo e piccolissimo taglio - pidocchioso! // Tutto il materiale turistico della mia ditta, a mio uso, per l'estate duemilaquattro: alcuni biglietti strappati, la ricevuta della ricezione da parte mia dei blocchetti di biglietti, due pieghevoli dell'Altopiano, un pieghevole delle escursioni guidate organizzate dalla ditta, un pieghevole del comune di R*** - appuntamenti di luglio, un libricino con i testi del museo letterario, e ventiquattro pieghevoli del parco archeologico, del modello che sto rifacendo - che dovrei rifare - e che ho battezzato l'Esapieghevole.

mercoledì, settembre 06, 2006

XXXIII: liberando il comodino [ne vedrete delle belle], (1)

Che è sedimentazione quasi a sé stante, il comodino, perchè più d'ogni altro mobile si presta all'accumulo, e meno degli altri è soggetto ad ordine e sgomberi. Intanto, come primo passo, sposto il coperchio cilindrico di plastica trasparente di una confezione da cinquanta di cd vergini che, capovolto, contiene:
Un pezzo di cinghia di zaino - il maschio d'una chiusura, di plastica nera; vai a capirlo, te, a che zaino della mia storia possa essere appartenuto. // Il contenitore di un rullino fotografico, al cui interno ci sono alcuni trucioli di matita [strano: solitamente le matite le tempero dentro all'astuccio]. // Un mozzicone di matita - verde l'esterno - di quelle che si usavano, in grande copia, nel magazzino della libreria nella quale ho lavorato. // Appuntata dietro a un foglio della tesi di G., la mia migliore amica, una frase di Julio Cortazar, bellissima: Ma che importano i postumi della sbronza se sotto c'è qualcosa di caldo, che devono essere le empanadas, e sopra qualcos'altro ancora più caldo, un cuore che ripete fottuti, fottuti, fottutissimi, insostituibili fottuti, porca puttana... Affascinante; il foglio è menomo d'un quarto. // Un foglietto di bloc notes, con lapidarie istruzioni - nomi di luogo, mosse da compiere - per raggiungere il posto dove mollare la macchina prima di andare a bivaccare nel Posto Più Bello Del Mondo [sic.] // Un ritaglio di quotidiano, dimensioni dieci per tre centimetri circa, ritagliato a forbice, con l'orario di trasmissione di un documentario sul Burkina Faso; per diverso tempo, dopo il mio ritorno dall'Africa, e con frequenza, mio padre ritagliava, e mi faceva trovare sulla scrivania - o, quando la scrivania era troppo incasinata, sulla tastiera del computer - tutto quello che riguardava il Burkina Faso. La cosa continua, ancora. I signori dell'acqua si sono spinti fino al poverissimo Burkina Faso, ai confini del deserto africano. Le telecamere racconteranno lo sconcerto e la protesta dela popolazione. A fare da guida, a Ouagadougou, è una compagnia di attori che girano il paese svelando alla gente il futuro di questo bene indispensabile per vivere. // Cassette audio; per una curiosa combinazione, sono tutti titoli importantissimi, critici per la mia formazione musicale: Running Wild, Death or glory; Angra, Holy land; Udo, Faceless world; Loreena Mckennitt, The mask and the mirror; novanta minuti di raccolta dei Pantera. E una custodia di cassetta, della quale si vedrà poi, perchè ha una sua Storia Importante. // La solita monetaglia ramata: in tutto, trentadue centesimi. // La bustina di plastica con le tre monete allegate all'edizione Adelphi de I ching.

martedì, settembre 05, 2006

XXXII, di ritorno (1)

Torno da due mesi lontano, quindi: due mesi in Altopiano, in una casetta in affitto, a lavorare e a camminare e a pensare, pigrando, a cosa fare del mio futuro, e facezie del genere. Torno, e ci sono i Buoni Propositi, ad aspettarmi [i buoni propositi in realtà li porti sempre con te: sono una parte del corpo, di quelle che di solito t’accompagnano unnoticed, come la milza o i gangli linfatici; eppure, i Buoni Propositi diventano tangibili – pressanti, inevitabili-da-averci-a-che-fare – solamente quando sei nella tua cameretta, e ti guardi attorno pensando: mah?]. Tra i Buoni Propositi ce n’è uno di enorme: è il Buon Proposito Dare Una Sistemata. E siccome le sistemate iniziano dall’ordine oggettivo delle cose, attorno, che ricadono sotto la tua competenza, ecco allora che sistemo la mia scrivania. Sulla quale si trovano oggetti vecchi e nuovi; oggetti già censiti oppure fino ad ora sfuggiti allo spoglio. In veloce elencazione:
Un dischetto da 3 pollici e mezzo. //Un cd di thrash metal – un demo; classicamente, il cd dell’amico di un amico. // Tre chine: un carminio numero due, un seppia numero quindici, e un nero numero diciassette: quest’ultimo, solamente, nuovo. // Una palla da tennis, da strizzarsi con nonchalance facendo altre cose intanto, ricordo di quando ho letto Infinite Jest di D.F. Wallace. // Oggettaglia informatica: l’accrocchio per connettere il palmare al computer; un doppino telefonico di modesta lunghezza; la mia webcam piccolissima; il cavetto – di complicati configurazione et uso – per connettere il cellulare al computer; un adattatore usb – porticina del mouse. // Fotocopie della prima cinquantina di pagine di World’s writing systems, che tanto volevo riprendere in mano, ed ho scoperto invece essere rovinate, malfatte: con perdita di lettere al margine sinistro delle pagine pari: di tutte le pagine pari. // Cancelleria diversa, sfuggita ai due mug portapenne; non sarà elencata, per pigrizia. // L’aggeggio per fare i buchi ai fogli di carta. // Cinque plettri; medi nello spessore, ma di diverso livello di medità. Il diapason, anche. // Oggetti d’uso comune: le chiavi dell’ufficio, quelle dei lucchetti della bici – inanellati al portachiavi denominato Piccolo Elefante Piccolo; le chiavi della cantina, di dimensione porte-della-città; il deodorante stick. // Diversa moneta: un euro e un centesimo, in tutto. // Set di cacciaviti a stella; set di bamboo per la china, con un pennello, anche, dentro; un barattolo di colla vinavil. // Una minacciosa, avvertente etichetta fatta col nastro adesivo di carta, su cui c’è scritto – con la mia scrittura veloce e di difficile comprensione e, quindi, vanificante l’intento avvertente dell’etichetta in se – su cui c’è scritto E’ attaccata! // Qualche appunto sul retro di fogli riciclati; ma poca roba, e per nulla interessante. // Un estratto conto con movimenti, fatto col bancomat; patente, tessera del sistema bibliotecario urbano, tessera di una associazione artistica; biglietto da visita del mio datore di lavoro. // Due pagine di quotidiano, con un lungo articolo di D.F. Wallace sul tennis. // Una cartolina, da Jesolo, di un’amica. // Fatture varie. // Una bomboniera – nel senso: un sacchetto di tessuto matrimoniale, pieno di confetti; una seconda bomboniera: questa stava, come segnaposto – decoraposto? – al pranzo di matrimonio; è un giglio, e in realtà – me ne accorgo solamente ora – in realtà quelli che credevo confetti, usati per rappresentare tipo i boccioli del giglio, o un qualche altro elemento della nomenclatura vegetale - in realtà questi confetti non sono confetti, bensì sono solo bianche ogive di plastica. // Numerosi cd e dvd vergini, nei relativi contenitori cilindrici. // Il quadernetto in uso: numero 17, color verde-qualcosa.