domenica, giugno 11, 2006

XXXI, abadonware

Col quale, dopo un edificante dialogo della domenica mattina con la madre, a proposito di arredamento, restyling, eliminazione fengshuiana dell'eccesso di casino e questioni della fisica degli spazi - l'universo in un guscio di noce, scatoloni in cantina a prender muffe, e cose del genere - si riprende l'attività ordinatrice, con veementi distruzioni di paccottiglia stavolta.
Dagli scaffali al di sopra della scrivania, quindi.
Un vecchio contenitore di plasticaccia fumé trasparente - con tanto di chiavetta esagonale di plastica nera, in duplice copia, la seconda chiavetta ancora attaccata alla prima con un anellino di metallo - un vecchio contenitore pieno di dischetti da 3 1/2, risalenti all'era del mio primo PC, il buon fedele torreggiante 486. Un contenitore, dai tempi in cui già un contenitore - poveretti! - non bastava, ma comunque precedente all'avvento dei cd, dei masterizzatori domestici, delle chiavette usb, delle centinaia di megabyte. Ottantasei dischetti, alcuni dei quali nati ad alta densità, altri trasformati in supporti ad alta densità con precisi fori di trapano a colonna, fatti nel garage-officina di uno dei più smanettoni compagni di istituto tecnico; ah!, quanti ricordi - e quanta eccitazione - la scoperta di questo trucco. Qui dentro ci sono dischetti che, a guardare le etichette, devono aver conosciuto decine di formattazioni, dozzine di diverse catalogazioni; ci sono scritte a penna, a pennarello, a matita - etichette di diverso formato sovrapposte, pezzetti e striscioline di nastro adesivo di carta. Ci sono i dieci dischetti di Wing Commander, tenuti insieme con il nastro adesivo di carta - [segue descrizione dell'acquisizione di questi ponderosi giochi dal proprio pirata di fiducia] - e i quattro di Dune II, Battle for Arrakis; dischetti di driver - mouse, scheda audio, scheda video: bastavano questi - aggiornamenti del Dos, utility, giochi. Dischetti con save di giochi di ruolo; esperimenti di programmazione; file audio e immagini. Il famoso utilissimo irrinunciabile Norton Commander 4. La fantomatica utility per tirare la capacità dei dischetti a 1,7 mega. Su un dischetto sono passati il disco di percorsi di un simulatore di golf, una versione di Tetris, una versione porno di Tetris, il primo disco di Simant, il secondo disco su due di qualcosa che si chiamava DP3. Superbase è stato cancellato per fare posto a qualcosa di ora illeggibile, poi ad un qualcos'altro di illeggibile x Windows installabile, poi a parte di una collezione di font - caratteri da F a T - e infine a dei file midi. Sul dischetto originale di un gioco della Electronic Arts - Immortal? - sono stati scritti - l'ordine ormai irrecuperabile - il quarto disco di Space Hulk, il secondo di Space Gun, l'unico di MCS Stereo: tutti software che, nella maniera più assoluta, non ricordo.

domenica, aprile 16, 2006

XXX, riprendendo

O, quanto caos. La vita continua, dilagante, e mancano i tempi dell’ordine e della scrittura: sulla scrivania, e su un progetto dipanato di post ordinati, si ammucchiano oggetti, cose, e libri. Rimettere un poco a posto, da principio, per arrivare ad una situazione iniziale poi persasi nel, appunto, trascorrere.
// Quindi: due pile di libri letti l'anno scorso, ed i primi mesi di questo. L'arcobaleno della gravità riapparso invece sulla mensola della scrivania, perchè quando ho finito Infinite jest ho avuto bisogno di qualcosa di monumentale abbastanza per tamponarne l'assenza, qualcosa da cui trarre conforto. Nel GRANDE ELENCO DEI LIBRI, Knut Hamsun, Misteri, diventa numero 33. Ci si era un po’ persi, eh? //

34. Hamsun K. - Pan - Adelphi
35. Nori P. - Si chiama Francesca, questo romanzo - Einaudi
36. Barthelme D. - Ritorna, dr. Caligari - Bompiani
37. Meneghello L. - Libera nos a malo - Mondadori
38. Morselli G. - Roma senza papa - Bompiani
39. Musil R. - Vinzenz e l'amica degli uomini importanti - Einaudi
40. Hamsun K. - Growth of the soil - Vintage
41. Vollmann W.T. - The ice-shirt - Penguin
42. Bukowski C. - Musica per organi caldi - Feltrinelli
43. Soto G. - The effects of Knut Hamsun on a Fresno boy - Persea Books
44. Goncarov I. - Oblomov - BUR
45. Volponi P. - Memoriale - Einaudi
46. Barthelme D. - The dead father - Penguin
47. DeLillo D. - I nomi - Tullio Pironti Editore
48. Moravia A. - Agostino - Bompiani
49. Lawrence D.H. - La vergine e lo zingaro - Newton
50. Wallace D.F. - Infinite jest - Fandango
51. Pynchon T. - L'arcobaleno della gravità - Rizzoli

sabato, febbraio 18, 2006

XXIX, su questa mensola, quindi (4)

La riproduzione di una ciotola paleoveneta, manufatta l’estate scorsa dalla moglie del mio datore di lavoro, oppure da A., la disegnatrice, o forse addirittura da me, manufatta assieme ad altre decine di ciotole e bicchieri carenati e vasotti ed olle eccetera, oggetti poi cotti all’aperto – come si faceva in antico, in una buca coperta da sterpaglie e legno poi dati alle fiamme – e questa ciotola si è salvata da un qualche problema di materiale, a causa del quale molti pezzi – tra cui quelli di più pregevole fattura – si sono rotti, sono esplosi o si sono sbeccati malamente, e quando questo si è rivelato – mentre lentamente si spostavano le ceneri e i pezzi di legno bruciati - c’è stato come un abbassamento di pressione, su tutta l’area del festival archeologico dove la cottura era stata inscenata, e per alcuni minuti la moglie del mio datore di lavoro e la disegnatrice hanno vagato senza espressione, projettando all’intorno un’aura del tipo andrà-tutto-malissimo. Questa ciotola, grezza, è un ottimo svuotatasche, ed infatti dentro ci sono un biglietto ferroviario formato segnalibro, tre biglietti ferroviari chilometrici, un biglietto da automatica veloce, e tre biglietti dell’autobus. Sul fondo, a tastare bene, c‘è un pezzetto – perfettamente mimetico, contro il marrone-cottura del fondo della ciotola – un pezzetto di pelle-da-scarpe a forma di pelle di bovino distesa per la concia, con un foro in corrispondenza della nuca dove una cordicina passava per legarlo - il pezzetto di pelle boviniforme - alle scarpe da tempo libero che ho comprato dopo natale. E poi nella ciotola c’è anche un pezzo di nastro di raso grezzo, blu scuro-ora-anche-più-scuro-per-il-tempo, e questo nastro ha una storia abbastanza lunga.