mercoledì, dicembre 28, 2005
XIII, verso lo spazio: b, pieghevoli e depliant e brochure
Il ridente, montano abitato di L. vi dà il benvenuto – il primo lavoro che ho fatto per la Ditta senza supervisione niuna da parte del Datore di Lavoro; il Forte Tal dei Tali a L.; le tradizioni culturali di L.; la mostra fotografica sui fiumi del nostro territorio. // la conferenza ASITA (programma preliminare); la brochure della Provincia di A., l’unico oggetto che ho preso al IX Salone dei Beni Culturali di Venezia: per le dimensioni ridottissime e quadratissime l’ho trovato adorabile, e possibile fonte d’ispirazione o plagio; le attività estive presso i parchi della mia città; la serata in un club arci, un giovedì di novembre; il corso di formazione professionale per pizzaioli; stampa tesi e rilegatura in 24 ore!!!!; vuoi vendere il tuo computer usato? Vuoi ripararlo e non trovi più i ricambi? Stai cercando un computer usato e garantito? Ecco.
lunedì, dicembre 26, 2005
XII, verso lo spazio: a, solo carta
La stampa di una delle poche mail in cui una committenza s’è sciolta a dire va benissimo ed è bellissimo. Poche modifiche suggerite – alcune incomprensibili - e un’imbarazzante nota a proposito di un eccesso di zelo del correttore automatico di Word, e poi un altro commento, il lavoro è bello. Sono soddisfazioni. // Prove di stampa di cartografia e modellazioni 3d, belle e colorate, fatte in due minuti per rabbonire e distrarre un professore. // Appunti, originali, ripiegati in quattro, della sessione di georadar che ho tentato di mettere in piedi durante la campagna di scavo a R., quest’estate [l’unico mio intervento nei confronti della suddetta campagna, dato che il tempo lo passavo a sorbirmi i capricci di una committenza, e a bere lattine di birra] Dagli appunti non si capisce l’ordine, l’obiettivo ed il senso finale dei rilievi, ma ero sotto un sole implacabile, e assistito da due studentelli con una forte pulsione all’imboscamento. // Un elenco degli alberghi a una stella di Roma, d’un giorno in cui avrei dovuto fermarmi in capitale ma era tutto troppo umido, troppo stanco e troppo solo. // L’affettuosa stampa d’un affettuoso disegno in cui i ragazzi della campagna di scavo di R. del 2004 mi raffigurano com’un cimbrico guerriero munito di mantella, batticarne come mazza e coperchio di pentola a uso di scudo, e didascalizzati dettagli: cimbrica trippa, cimbriche all-star, ed una bottiglia ad altezza uomo di cimbrica birra. // La stampa, automatica, dell’etichetta da appiccicare sulla busta con cui avrei spedito la mia richiesta di partecipare all’esame per la borsa di dottorato. // Moduli per l’iscrizione ad un corso, nelle intenzioni dell’autore, ipertecnico. // Il fax, freddo e un po’ spocchioso ma comunque contenuto e burocratico, con il quale mi sono ritirato dal già nominato corso ipertecnico, per questioni d’orario e per mancanza di ipertecnicità. // Materiale d’un corso di scrittura. Su una fotocopia ci sono scarabocchi – il simbolo del Trystero – ed il nome rinascimentalmente italianizzato dello scrittore Nello Stivensonio: io ed L. non riuscivamo a tenere gli occhi aperti, dopo gli eccessi di unta alimentazione e spritz casereccio, ed il corso in qualche modo dovevamo farcelo passare. Sul retro di un altro foglio, la mia riscrittura del leopardiano sempre caro mi fu, come esercizio richiedeva [Sempre caro – sempre caro; sempre caro mi fu questo colle. Sempre caro mi fu quest’ermo colle. Ermo colle. Caro, ermo colle. Caro, colle – colle, caro. Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe? Sempre cari mi furon questi – sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe, questa siepe che da… sempre caro. Colle, siepe. Cari colle cara siepe. Bah.] // Appunti di lavoro, su fogli a4, dei più disparati: cose da fare – tra cui, la famigerata stampa fata bén [sic.] di una brochure in corso d'approvazione – programmi da procurare, stralci di carte tecniche regionali di ambito veronese; la struttura del database per un applicativo d’inventario, corredato in fondo da un minuscolo nonché di sql io non mi ricordo un cazzo! // Ancora: prove di stampa su a4, ripiegate a modo di improvvisato quadernetto per appunti, su cui l’uniche cose appuntate sono le indicazioni, a pastello rosso, per raggiungere il ridente, montano abitato di L. //
domenica, dicembre 25, 2005
XI, è Natale, è Natale
Allora, il regalo che mi sono fatto da me e che, eccettuato poche dimostrazioni d’affetto verso amici e amiche confezionate in ore rubate al sonno con le dita sulla tastiera e notevole tensione creativa intorno, è anche l’unico movimento consumistico di cui sono stato attore attivo, in questo Santo Natale:
- Hrabal B. - Opere scelte - Mondadori Meridiani
- DeLillo D. - Libra - Tullio Pironti Editore
- Gadda C.E. - Accoppiamenti giudiziosi - Garzanti
- Vollmann W.T. - Tredici storie per tredici epitaffi - Fanucci
Che in un momento di indecisione, dubbio e fallimentare richiesta d’informazioni alla titolare della Libreria In Cui Lavoravo – e nella conferma che, sì, era possibile succedesse qualcosa ai punti sconto contenuti nella mia tessera, al passaggio all’anno nuovo; proprio per non perdere questi miei punti sconto ma, soprattutto, per accumulare quei pochi mancanti che mi avrebbero permesso di raggiungere un sonoro sconto di venti euro su qualsiasi acquisto, beh, ecco spiegati Hrabal, come testa d’ariete dell'intera manovra, e DeLillo, per quei due ulteriori euro mancanti. Con i quali venti euro di sconto, poi, ridurre la spesa di (23) e (24), che volevo tanto, eccetera. // Già che ci siamo, ci mettiamo quest’altro regalo:
- Least Heat-Moon W. - Strade blu - Einaudi tascabili
- Anonimo - La vita di Lazarillo de Tormes - BUR Classici
- Hofstadter D.R. - Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante - Adelphi
che mi sono fatto nel momento stesso in cui, durante una telefonata assolutamente casuale, il Datore di Lavoro mi ha comunicato la bonifica di un mio mensile - che mi sono fatto, questo regalo, nel momento stesso eccetera, senza nemmeno aspettare l’effettivo accredito del bonifico nel mio disastrato, tristo conto in banca. // E allora mettiamoci per completezza – e per fare un po’ d’ordine – mettiamoci anche questo,
- Hamsun K. - Misteri - BUR Classici
unico libro e unico acquisto in due mesi di obsoleta povertà ottocentesca e dickensiana, due mesi in cui ogni monetina, ogni sforzo economico erano tesi – depurato il saldo contabile dalle uscite dovute al pendolarismo lavorativo e ad un minimo di prandialità – erano tesi agli spritz serali.