domenica, dicembre 25, 2005

XI, è Natale, è Natale

Allora, il regalo che mi sono fatto da me e che, eccettuato poche dimostrazioni d’affetto verso amici e amiche confezionate in ore rubate al sonno con le dita sulla tastiera e notevole tensione creativa intorno, è anche l’unico movimento consumistico di cui sono stato attore attivo, in questo Santo Natale:

  1. Hrabal B. - Opere scelte - Mondadori Meridiani
  2. DeLillo D. - Libra - Tullio Pironti Editore
  3. Gadda C.E. - Accoppiamenti giudiziosi - Garzanti
  4. Vollmann W.T. - Tredici storie per tredici epitaffi - Fanucci

Che in un momento di indecisione, dubbio e fallimentare richiesta d’informazioni alla titolare della Libreria In Cui Lavoravo – e nella conferma che, sì, era possibile succedesse qualcosa ai punti sconto contenuti nella mia tessera, al passaggio all’anno nuovo; proprio per non perdere questi miei punti sconto ma, soprattutto, per accumulare quei pochi mancanti che mi avrebbero permesso di raggiungere un sonoro sconto di venti euro su qualsiasi acquisto, beh, ecco spiegati Hrabal, come testa d’ariete dell'intera manovra, e DeLillo, per quei due ulteriori euro mancanti. Con i quali venti euro di sconto, poi, ridurre la spesa di (23) e (24), che volevo tanto, eccetera. // Già che ci siamo, ci mettiamo quest’altro regalo:

  1. Least Heat-Moon W. - Strade blu - Einaudi tascabili
  2. Anonimo - La vita di Lazarillo de Tormes - BUR Classici
  3. Hofstadter D.R. - Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante - Adelphi

che mi sono fatto nel momento stesso in cui, durante una telefonata assolutamente casuale, il Datore di Lavoro mi ha comunicato la bonifica di un mio mensile - che mi sono fatto, questo regalo, nel momento stesso eccetera, senza nemmeno aspettare l’effettivo accredito del bonifico nel mio disastrato, tristo conto in banca. // E allora mettiamoci per completezza – e per fare un po’ d’ordine – mettiamoci anche questo,

  1. Hamsun K. - Misteri - BUR Classici

unico libro e unico acquisto in due mesi di obsoleta povertà ottocentesca e dickensiana, due mesi in cui ogni monetina, ogni sforzo economico erano tesi – depurato il saldo contabile dalle uscite dovute al pendolarismo lavorativo e ad un minimo di prandialità – erano tesi agli spritz serali.

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