sabato, aprile 28, 2007

48

Continuo a sfilare cd dalle custodie, foglietti dalle custodie; a impilare le custodie contro il muro, e i cd in diversi mucchi a seconda del contenuto. Butto via come prima tornata cinquanta custodie jewel case tradizionali; assieme ad un po' di scatolotti, imballaggi e ricevute di oggetti ricevuti per posta. Sistemo poi le prime cose sparse raccattate tra i cd messi apposto, quelli derivanti dalla prima mensola sopra la scrivania - lo strato frontale.
Un estratto conto, ancora sigillato nella sua busta, precedente l'era della fusione bancaria del mio istituto. // Un saldo bancario, risalente al 2004, io che verso cento euro per tappare un buco, probabilmente. // Quattro floppy, due dei quali contengono l'installabile di Teleport Pro. // Una corda Ernie Ball per chitarra elettrica, un mi basso zero-quarantasei, di quando ancora usavo corde più grosse. E' ancora nella sua bustina bianca e rossa. // La tessera per il prestito delle biblioteche del Sistema Bibliotecario Urbano. // Quattro stili per il palmare: uno è originale, lo si riconosce dal peso e dalla densità della plastica. // Due balotte, cioè due pallette dorate da corona di laurea, di chi non mi ricordo. Una ha ancora un pezzo di fil di ferro attaccato, l'altra si è smezzata cadendomi: ma si può ricomporre con poco sforzo. // Una monetina da due centesimi, in parte attaccata dall'acido uscito // da un paio di batterie stilo semicorrose, che fanno mucchio con altre quattro stilo, e due pile rettangolari da nove volt, contenute nella confezione di una lampadina da 40 watt: le due leaking batteries stavano fuori, invece. // Una perlina di vetro verde scuro. // Una fionda, che rubai ad un festival celtico: uno degli elastici si è sfilato, purtoppo: ché la fionda aveva una sua certa potenza, ed io riparare non la so. // Un plettro Fender, heavy, maculato in rosso nero bianco e blu: kitch a parole, ma sono stati per un po' i miei plettri preferiti. // Uno stilo per palmare curvo, con l'anima in metallo a spuntare da un'estremità, e confitto in un tappo per bottiglie, di plasticaccia: la storia è lunga, ora, per raccontarla: vedere il blog ufficiale, per- //

domenica, aprile 15, 2007

47: ricomincia per l'ennesima volta il lungo lavoro

cd che è ora di cominciare a mettere in ordine: via le custodie, le copertine scritte a mano; impilare i cd in qualche modo. vendere alcuni originali, su ebay. Fare mp3 di cd masterizzati che non vale più la pena di tenere. Catalogare - in qualche modo, sempre - i cd di software, di dati, d'alta formazione.
Originali da vendere: Mother love bone, in edizione con bonus cd, Attack!!, di Malmsteen; originali da tenere: Black hand inn, dei Running Wild (di cui per ora c'è solo la custodia); alcune custodie ce butto via, e basta: Rage, Extreme, Angra; cd che tengo, masterizzati: Brave new world, Iron Maiden, Surfing with the aline, Passion and warfare, The graveyard di King Diamond e Perpetual burn di Jason Becker; poi: Zoolander, in divx, e Norton Antivirus originale, edizione allegata al portatile, Office Xp masterizzato; una custodia slim azzurra.

domenica, febbraio 04, 2007

IVL: creando contenitori

Svuoto lo scatolotto bellissimo del portatile, pieno di robe dell'estate trascorsa.
Dentro la matrioskica scatola di cavi e istruzioni sembra esserci un pronto soccorso della cavetteria: c'è il cavetto usb originale del mio hd esterno, un doppino telefonico con presa tripolare e due cavetti audio, differenti in spiname, per collegare qualcosa ad un amplificatore. C'è ancora un laccetto per chiudere sacchetti. Poi c'è il software originale del portatile - perlomeno: il cd Acer dialer, per connettersi da tutta Italia eccetera, e un aggeggio di sicurezza con una smart card, che ora vado ad esplorare - e un aggeggio da truffa napoletana, un sostituto del lettore dvd che da fuori sembra il lettore dvd, ma che dentro è tutta plastica sagomata: mah? E poi, c'è una sovrastruttura di cartone, che divideva lo scatolotto in comparti. // Dentro la scatola del portatile, invece, a parte i due affari polistiro-gommosi antiurto che tenevano il portatile in sede, e sicuro, ci sono: un divisorio di cartone; un fracco di pieghevoli estivi della mia ditta, avanzati dalla distribuzione: ne salvo qualcuno, giusto per il portfolio della ditta stessa; un libretto per fotografie, d'un negozio altopianese; le fotocopie della versione commentata del De arte illuminandi, un testo sulla miniatura medievale. // Infilato alla meno peggio c'è il poster con cui il mio cover-gruppo pubblicizzava le sue date, ai tempi in cui si suonava per locali: concept mio, realizzazione del bassista: che aveva frainteso il senso ultimo della cosa, ed invece che la quarta di copertina di un libro, il poster è sempre sembrato più una prova tipografica di font diversi. // Svuoto anche lo scatolotto della digitale, di manualistica e cd e ritagli della scatola originale con codici a barre e numeri di serie, e altre manualistiche e pubblicitarie - alcune delle quali elimino; nel quale scatolotto scopro, comunque, che non ci sta un cazzo: non ci stanno gli attrzzi artistici, non ci stanno le foto nele loro buste di negozio di sviluppo. Cavetteria informatica, quindi.