Svuoto lo scatolotto bellissimo del portatile, pieno di robe dell'estate trascorsa.
Dentro la matrioskica scatola di cavi e istruzioni sembra esserci un pronto soccorso della cavetteria: c'è il cavetto usb originale del mio hd esterno, un doppino telefonico con presa tripolare e due cavetti audio, differenti in spiname, per collegare qualcosa ad un amplificatore. C'è ancora un laccetto per chiudere sacchetti. Poi c'è il software originale del portatile - perlomeno: il cd Acer dialer, per connettersi da tutta Italia eccetera, e un aggeggio di sicurezza con una smart card, che ora vado ad esplorare - e un aggeggio da truffa napoletana, un sostituto del lettore dvd che da fuori sembra il lettore dvd, ma che dentro è tutta plastica sagomata: mah? E poi, c'è una sovrastruttura di cartone, che divideva lo scatolotto in comparti. // Dentro la scatola del portatile, invece, a parte i due affari polistiro-gommosi antiurto che tenevano il portatile in sede, e sicuro, ci sono: un divisorio di cartone; un fracco di pieghevoli estivi della mia ditta, avanzati dalla distribuzione: ne salvo qualcuno, giusto per il portfolio della ditta stessa; un libretto per fotografie, d'un negozio altopianese; le fotocopie della versione commentata del De arte illuminandi, un testo sulla miniatura medievale. // Infilato alla meno peggio c'è il poster con cui il mio cover-gruppo pubblicizzava le sue date, ai tempi in cui si suonava per locali: concept mio, realizzazione del bassista: che aveva frainteso il senso ultimo della cosa, ed invece che la quarta di copertina di un libro, il poster è sempre sembrato più una prova tipografica di font diversi. // Svuoto anche lo scatolotto della digitale, di manualistica e cd e ritagli della scatola originale con codici a barre e numeri di serie, e altre manualistiche e pubblicitarie - alcune delle quali elimino; nel quale scatolotto scopro, comunque, che non ci sta un cazzo: non ci stanno gli attrzzi artistici, non ci stanno le foto nele loro buste di negozio di sviluppo. Cavetteria informatica, quindi.
domenica, febbraio 04, 2007
sabato, febbraio 03, 2007
VL: depilando*
* riducendo l'altezza delle pile, al fine d'eliminarle definitivamente [e liberare superficie calpestabile]
Una scatola da dieci dvd printable della Verbatim, dentro la quale ce ne sono ancora tre, incellophanati: che sorpresa! // La triste carta dei sentieri dell'Altopiano, la busta della quale era già spuntata fuori. // Qualche libro, ma tuttavia i libri non li calcolerò più, in questo elenco: saran solamente annotati in OpenOffice. Tipo un triste manualetto di Html 4, che però verrà venduto, o eliminato al più presto; e, invece, il Libro degli schizzi di Washington Irving. // Un libretto d'appuntamenti turistici estivi, commissionato da un comune montano alla Ditta, ed a me in particolare. // Un quaderno verde; nel quale avrebbero dovuto esserci quattro cinque paginette manoscritte per giorno, tipo diario: ne ho scritte solamente nove. // Un'introduzione all'archeologia dei paesaggi che devo restituire a un collega; alcuni fogliacci giallo-senape da un blocco dell'ISTAT, infilati dentro, con alcuni appunti, miei, riassunti del primo capitolo del libro in questione. // Un estratto conto della mia banca, ancora chiuso in busta. // Una busta di plastica, della libreria in cui lavoravo. // Un paio di libretti per foto, vuoti. // Nove bei biglietti di treni, ovvero nove ottimi segnalibri. // La busta francese per i biglietti ferroviari, con stampata dentro il regolamento riguardante i biglietti stessi, e la mappa delle comunicazioni ferroviarie francesi. // La stampa di un racconto che ho scritto ad un concorso, un giallo scritto in una giornata: Non si può tornare indietro dopo nove anni. Quello che mi è stato detto essere illeggibile. // Ma forse queste cose già... Delle foto, invece! // I due rullini di prova: quelli pazientementi annotati, foto per foto, di diaframma e tempo di esposizione e ora e condizioni di luce; vasetti di piante grasse e panoramiche dalla terrazza di casa mia, monete d'euro e cimici presi con i tubi di prolunga, e foglie, foglie ingiallite autunnalmente del parco Roncajette. // Il libretto che accompagna la Carta dei sentieri Altopiano dei Sette Comuni, ohimè del CAI. //
Una scatola da dieci dvd printable della Verbatim, dentro la quale ce ne sono ancora tre, incellophanati: che sorpresa! // La triste carta dei sentieri dell'Altopiano, la busta della quale era già spuntata fuori. // Qualche libro, ma tuttavia i libri non li calcolerò più, in questo elenco: saran solamente annotati in OpenOffice. Tipo un triste manualetto di Html 4, che però verrà venduto, o eliminato al più presto; e, invece, il Libro degli schizzi di Washington Irving. // Un libretto d'appuntamenti turistici estivi, commissionato da un comune montano alla Ditta, ed a me in particolare. // Un quaderno verde; nel quale avrebbero dovuto esserci quattro cinque paginette manoscritte per giorno, tipo diario: ne ho scritte solamente nove. // Un'introduzione all'archeologia dei paesaggi che devo restituire a un collega; alcuni fogliacci giallo-senape da un blocco dell'ISTAT, infilati dentro, con alcuni appunti, miei, riassunti del primo capitolo del libro in questione. // Un estratto conto della mia banca, ancora chiuso in busta. // Una busta di plastica, della libreria in cui lavoravo. // Un paio di libretti per foto, vuoti. // Nove bei biglietti di treni, ovvero nove ottimi segnalibri. // La busta francese per i biglietti ferroviari, con stampata dentro il regolamento riguardante i biglietti stessi, e la mappa delle comunicazioni ferroviarie francesi. // La stampa di un racconto che ho scritto ad un concorso, un giallo scritto in una giornata: Non si può tornare indietro dopo nove anni. Quello che mi è stato detto essere illeggibile. // Ma forse queste cose già... Delle foto, invece! // I due rullini di prova: quelli pazientementi annotati, foto per foto, di diaframma e tempo di esposizione e ora e condizioni di luce; vasetti di piante grasse e panoramiche dalla terrazza di casa mia, monete d'euro e cimici presi con i tubi di prolunga, e foglie, foglie ingiallite autunnalmente del parco Roncajette. // Il libretto che accompagna la Carta dei sentieri Altopiano dei Sette Comuni, ohimè del CAI. //
martedì, gennaio 30, 2007
VIL: smontando cumuli
Una minacciosa pila, torreggiante a poca distanza dai piedi del letto; sempre più instabile, ho notato. Assieme a qualche oggetto da questa torre, qualcos'altro, preso di qua e di là, per pulizia.
Imballaggi di libri, e d'altre cose comprate in internet: tre buste imbottite, un cartone piegato della dimensione d'un libro - anzi: della dimensione di Argall di Vollmann; pagine della gazzetta, ad uso protettivo - per proteggere Afghanistan picture show, del Vollmann medesimo. Un'altra busta imbottita, senza nomi né indirizzi né scritte, e bén aperta: riutilizzabile. // Ma le altre, allora, non lo sono? riutilizzabili? // Lo scartozzo di carta da pacchi che avvolgeva lo scatoloncino della digitale. Lo scatoloncino può diventare contenitore per foto reali, stampate su carta fotografica: appropriato, no? // Una busta di negozio di fotografie. // Un a4 di appunti di lavoro: cose-da-fare e procedure-da-seguire per farle; schizzi per dimensioni e progetti; appunti di cose da verificare; istruzioni dettagliate, scritte a matita, su come riconfigurare il programma di posta elettronica, in ufficio. // Stampe - ancora Ancora ANCORA! - stampe del mio blog: la bozza intermedia del prodotto per il concorso di scrittomisto. Sono malstampate ma ne tengo alcune, perchè mi piace come appunto correzioni, spostamenti e parti da riscrivere; per gli altri fogli devo procurarmi un distruggi-documenti, non fidandomi abbastanza del bidone della carta, davanti casa. // La busta di una carta - un po' triste; comprata in emergenza, e nemmeno usata, per rinunciatarietà - la busta di una carta dei sentieri dell'Altopiano; sfilo la spiegazione, in tedesco, e gratto via l'etichetta del prezzo: tengo la busta, in attesa di ripescare la carta. // Invito alla decima conferenza di Gis, eccetera. // Un biglietto di treno, ovvero un segnalibro. // Una busta di cartoleria. // Fotografie, ma già censite. // Da dove vengon fuori le parole, scritte in matita dietro ad una stampa cartografica dai colori osceni, le parole di cui cercar significato? Sprone yarmulke à-clef eidetica gestalt algido stolido cerise teratoide? // In un altro sacchetto di cartoleria: matite bianche e grigie, e un temperamatite di ferro; trovare il negozio di belle arti in svendita, in zona fiera del fumetto, a Lucca, è stato interessante. // La scatola costosissima, ma-non-poi-così-tanto, di ventiquattro Conté crayons. // Recupero una scatola per le belle arti, quindi: ed è uno scatolone lungo e stretto della Findingking - forniture orafe americane via ebay: dentro c'è un rotolo di cartoncini - bianco, e nero, e chissà - ancora avvolto in carta da pacchi; e un foglio di un cartoncino bianco e sgrisolo sformato, ad otto in sezione, che è un peccato buttarlo via; e ci sono gli acquisti effettivi: un set di dieci lime ad ago made-in-china, un sacco di lame per seghetto, un solder pick, tre pinzette di metallo [una quarta è già caduta da un pezzo dietro alla scrivania, perchè ero uso giocattolarci]; il seghetto. Manca - controllo anche sulla ricevuta - manca un fantomatico set di ceselli da legno, mai arrivatomi. // Dentro al pacco c'è anche un marasma di esse di polistirolo da imballaggio: dove metterle, ora, va a saperlo, tu. //
Imballaggi di libri, e d'altre cose comprate in internet: tre buste imbottite, un cartone piegato della dimensione d'un libro - anzi: della dimensione di Argall di Vollmann; pagine della gazzetta, ad uso protettivo - per proteggere Afghanistan picture show, del Vollmann medesimo. Un'altra busta imbottita, senza nomi né indirizzi né scritte, e bén aperta: riutilizzabile. // Ma le altre, allora, non lo sono? riutilizzabili? // Lo scartozzo di carta da pacchi che avvolgeva lo scatoloncino della digitale. Lo scatoloncino può diventare contenitore per foto reali, stampate su carta fotografica: appropriato, no? // Una busta di negozio di fotografie. // Un a4 di appunti di lavoro: cose-da-fare e procedure-da-seguire per farle; schizzi per dimensioni e progetti; appunti di cose da verificare; istruzioni dettagliate, scritte a matita, su come riconfigurare il programma di posta elettronica, in ufficio. // Stampe - ancora Ancora ANCORA! - stampe del mio blog: la bozza intermedia del prodotto per il concorso di scrittomisto. Sono malstampate ma ne tengo alcune, perchè mi piace come appunto correzioni, spostamenti e parti da riscrivere; per gli altri fogli devo procurarmi un distruggi-documenti, non fidandomi abbastanza del bidone della carta, davanti casa. // La busta di una carta - un po' triste; comprata in emergenza, e nemmeno usata, per rinunciatarietà - la busta di una carta dei sentieri dell'Altopiano; sfilo la spiegazione, in tedesco, e gratto via l'etichetta del prezzo: tengo la busta, in attesa di ripescare la carta. // Invito alla decima conferenza di Gis, eccetera. // Un biglietto di treno, ovvero un segnalibro. // Una busta di cartoleria. // Fotografie, ma già censite. // Da dove vengon fuori le parole, scritte in matita dietro ad una stampa cartografica dai colori osceni, le parole di cui cercar significato? Sprone yarmulke à-clef eidetica gestalt algido stolido cerise teratoide? // In un altro sacchetto di cartoleria: matite bianche e grigie, e un temperamatite di ferro; trovare il negozio di belle arti in svendita, in zona fiera del fumetto, a Lucca, è stato interessante. // La scatola costosissima, ma-non-poi-così-tanto, di ventiquattro Conté crayons. // Recupero una scatola per le belle arti, quindi: ed è uno scatolone lungo e stretto della Findingking - forniture orafe americane via ebay: dentro c'è un rotolo di cartoncini - bianco, e nero, e chissà - ancora avvolto in carta da pacchi; e un foglio di un cartoncino bianco e sgrisolo sformato, ad otto in sezione, che è un peccato buttarlo via; e ci sono gli acquisti effettivi: un set di dieci lime ad ago made-in-china, un sacco di lame per seghetto, un solder pick, tre pinzette di metallo [una quarta è già caduta da un pezzo dietro alla scrivania, perchè ero uso giocattolarci]; il seghetto. Manca - controllo anche sulla ricevuta - manca un fantomatico set di ceselli da legno, mai arrivatomi. // Dentro al pacco c'è anche un marasma di esse di polistirolo da imballaggio: dove metterle, ora, va a saperlo, tu. //
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