domenica, dicembre 25, 2005

X, a corroborare la teoria lasciata intravedere col cappello introduttivo di (IX)

E quindi: alcuni oggetti che hanno fatto la loro comparsa sulla scrivania, per necessità o desiderio o casualità, e ascondono ora numerosi altri oggetti, fino a qui non ancora censiti.
Spartiti di B. Smetana: “The Moldau” and Other Works for Orchestra – in full score. Da qui se ne sono uscite le fotocopie delle prime diciassette pagine dello spartito de La Moldava, e otto fogli tablati – rigorosamente impaginati, stampati e bucati-ai-lati in casa – con le mie trascrizioni del primo movimento de La Moldava stessa, in matita e penna nera e ancora matita e pennarello verde e pennarello rosso e, com’è tipico di me, con sottolineature e cerchiature e frecce evanescenti verso sommarie diteggiature e nomi di sezioni in inglese e appunti e correzioni e, insomma, un occhio non mio non capirebbe molto, specialmente delle prime due pagine, trascrizione di trentatrè battute dell’introduzione a due flauti, attorno alle quali in effetti ho sedimentato più scritture. // Un blocco di fogli a4, prove di stampa e stampe sbagliate salvate dal macero, in ufficio, e rilegate con una spirale di plastica nera. Dopo una pagina lasciata bianca ci sono appunti sui primi due capitoli di Infinite Jest, in corso di lettura. // La custodia di un cd vergine stampabile a getto; una custodia per cd slim, vuota, e una prova di stampa del booklet della raccolta musicale the velcro collection – volume 3. // Una confezione di cinque cd riscrivibili, regalatimi per il compleanno dalla mia amica ed ex compagna di studi C., alla prima occasione, posteriore al compleanno stesso, in cui ci siamo visti. // Una confezione aperta di lamette per il rasoio da cui ne manca una, che ho usato domenica scorsa per tagliarmi la barba, cosa che non facevo da un anno e mezzo. Una confezione, aperta anch’essa, di lamette per un altro rasoio, perché dopo un anno e mezzo che non mi tagliavo la barba non ricordavo più che lamette ci volessero per il mio, di rasoio. // Gli spartiti di Painkiller dei Judas Priest, originali e con tablatura, aperti alle pagine novantasei e novantasette – fine del terzo assolo (K.K. Downing), quarto assolo (G. Tipton) e prime tre battute della parte armonizzata; all’interno del libro c’è un elenco puntuale di tecniche chitarristiche che avrei voluto approfondire, scritto a penna sul retro di una fotocopia di una pagina di un qualche testo sulla “casa rurale veneta”: è l'inizio del capitolo intitolato Le tipologie.

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