sabato, gennaio 07, 2006

XX, verso lo spazio: h, in qualche modo opponendosi al digitale

Avevo questa reflex degli anni sessanta, a prestito – e in un paio d’anni avevo preso una mezza abitudine di uscire di casa ogni tanto per fare qualche foto, e finire più o meno regolarmente a Venezia, o nei dintorni residenziali del mio quartiere residenziale, a gironzolare senza meta, guardandomi in giro in cerca di dettagli curiosi e consumando, ad ogni sessione, un paio di birre o una bottiglia di vino rosso. Ad un certo punto, il Legittimo Proprietario – un fotografo amico e insegnante di fotografia di mia madre – il Legittimo Proprietario ad un certo punto, più per sentimento che per necessità, credo, me la chiede indietro, questa reflex.
Ed io ci resto male, un po’.
Solo dopo un anno abbondante mi viene in mente di guardare su ebay, e l’asta – pensa te – l’asta era prossima alla fine, sedici ore e poco più, ed ecco quindi una reflex dello stesso modello, perfetta, arrivarmi a casa velocissima, in un pacco imbottito.

Le prime foto fatte con la nuova reflex, dopo un anno di assoluto allontanamento da esposimetri e aperture di diaframmi; c’è la foto di Giobbe, scattata durante una processione in costume, e un primissimo piano di un battuto di cipolla rossa e prezzemolo ancora ammonticchiato al centro di un tagliere sfocato in distanza, e questa foto ha un colore cristallino, e i pezzetti di cipolla rossa sembrano fatti di vetro colorato; e poi son tutte foto rurali, la cui maggior parte è sfocata o scura o tutt’e’ddue, e da macchie nere e marroni spuntano gli occhi lucidi dei cagnetti nati da tre settimane – tredici foto, così, e le migliori del rullino – a parte il battuto di cipolle ed un paio di nature morte vegetali: un ramo di caco con i cachi ancora acerbi e delle surfinie violissime e umide - le migliori del rullino sono due foto d’un gatto anch’esso di poche settimane, una delle quali è la foto del che-cazzo-vuoi, perché su una distesa di ghiaia e ciuffi verdi c’è questo gatto, al centro, minuscolo, con un espressione in tutto e per tutto che-cazzo-vuoi. E poi c’è un’altra foto di gatto, e una gallina in cova, sfocata ma interessante per la prospettiva.

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