domenica, gennaio 15, 2006

XXIII, mug #2

Sempre sulla scrivania – questo invece è un regalo di laurea, un elemento di una serie di regali di laurea accomunati dal tema del maiale, ed infatti questo mug – che non è regolamentare, in forma, ma è troncoconico, più stretto alla base, e senza manico – questo mug ha una figura di maiale, solidamente modellata e alta come il mug stesso, che sporge rosa bianca ed arancione dalla tazza. [ho scoperto solo dopo lo svuotamento censuale che il maiale è in realtà estruso dalla parete del mug, e non modellato per aggiunta]
Pastelli, in diverso stato di appuntimento e di degrado del corpo: un verde chiaro, un verde chiaro ancora più tenue, un viola e un arancione. // Quattro penne non bic – tre nere e una rossa, e nessuna che scrive. // Un pennarello arancione. // Un rapido usa-e-getta, con la punta da 0,20 mm. // Due mozziconi di matita, molto corti, HB entrambi, accomunati anche dal rivestimento ottonato in fine, dove doveva esserci la gommetta rossa, che ora è solo traccia perché perduta - per spezzamento, non per usura. // E’ bene non si sappia che io ho in casa questo accessorio-di-strumentazione-costosa-di-dipartimento-universitario, una penna, diciamo, una penna per il palmare d’uno strumento per il rilievo GPS - questa penna è cicciotta e decorata da loghi e scritte della ditta che produce lo strumento, e tu premi in testa e ne esce una punta bianchissima di plastica per, appunto, lavorar di palmare. La perse il mio collega K., una volta, poi la si ritrovò e la si reincorporò nell’equipaggiamento – K. la perse ancora, e in qualche modo finì nelle mie cose, e me ne accorsi a distanza di mesi, dopo aver per un po’ deriso K. della sua trascuratezza. // Due lecca lecca, uno tondeggiante alla mela e uno cilindroide all’anguria (!), il secondo dei quali ha un fischietto per manico; sono entrambi regali - quelle situazioni di improvviso, contingente affetto tra amici o conoscenti, dopo un pomeriggio o una cena di particolare affiatamento, che pressochè mai si realizzano in durature amicizie o durature conoscenze. // Una gomma rotonda, da inchiostro. // Due elefantini di ebano, che mi sono portato dietro dall’Africa, con anelli da portachiavi piantati nella groppa; quello più piccolo è tutto nero, l’altro - poco più grande - ha un fianco striato dalle venature del legno, più chiare, d’un marroncino oleoso. // Un accumulo, sul fondo, di minuscolezze: un tappo di bic nera; un cilindretto, smussato da una parte e spezzato dall’altra, di gomma-da-culo-di-matita; la punta spezzata di un pastello viola-però-tendente-al-magenta; un pezzetto di plastica d’un cappuccio di penna; un pezzetto di legno secco; un bottone di vecchi pantaloni, poi diventati pantaloni da lavoro; un pezzo di cerniera di zaino; un disco di alluminio forato al centro, con una faccia liscia e una scanalata.

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